17 ottobre 2020
Quinta edizione
Giornata
"Apprendimento digitale"

Dal pensiero computazionale alla Robotica Educativa - Eventi giornate 2020

Virtual room teaching experience
9:00
 - 10:30
Gianfranco del Giglio - Formatore nazionale docenti per Laboratorio di Robotica Educativa e Coautore del libro di testo "TECNOATELIER - Laboratorio di Coding e Robotica" SEI Editrice

Vi informiamo che la registrazione sarà disponibile fino al 15 gennaio 2021 - Piattaforma usata Microsoft Teams - Link per partecipare è https://tinyurl.com/y48l5h4d

Vi informiamo che la registrazione sarà disponibile fino al 15 gennaio 2021 - Piattaforma usata Microsoft Teams - Link per partecipare è https://tinyurl.com/y48l5h4d



Nel mio incontro “dal pensiero computazionale alla Robotica educativa”, cercherò di illustrare come, nei vari ordini di scuola (dall’infanzia alla secondaria), metodologie didattiche quali il coding e la robotica educativa, così apparentemente specifiche e settoriali, siano in realtà assolutamente trasversali e multidisciplinari consentendo il raggiungimento di vari obiettivi, quali il problem solving, saper lavorare in gruppo, imparare a imparare, ecc.
Con “pensiero computazionale”, s’intende pensare in maniera algoritmica ovvero trovare una soluzione e svilupparla. Il coding, dunque, dà agli studenti di tutte le età, una forma mentis che permetterà loro di affrontare problemi complessi quando saranno più grandi. Insomma imparare a programmare apre la mente. Per questo si può cominciare già in tenera età.
I ragazzini smettono di diventare dei fruitori passivi della tecnologia e avvicinandosi al coding, diventano soggetti attivi. I risultati sono immediati.
Citando Barack Obama: «Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima app, disegnatela». In Italia, tra le linee guida del progetto del governo sulla «Buona Scuola» è citata anche l’«educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana».
Dal coding alla robotica educativa, il passo è breve; l’impiego dei robot nella didattica offre particolari vantaggi: i giovani apprendono più rapidamente e facilmente se hanno a che fare con oggetti concreti quali i robot. Inoltre la motivazione a far funzionare una macchina intelligente funge da stimolo per l’apprendimento.
Il fine della robotica educativa, non è insegnare la robotica ma insegnare attraverso l’uso della robotica, ovvero si vuole proporre un metodologia per facilitare gli apprendimenti e migliorare le relazioni all’interno di un gruppo mediante un approccio calibrato sulle differenti persone che apprendono.
In conclusione, a titolo d’esempio, si pensi come, utilizzando dei robot, si possa chiedere ai ragazzi di inventare una storia in cui i personaggi robotici possano inserirsi. In tal modo si interfacciano: discipline letterarie per l’aspetto narrativo che risulta sicuramente più stimolante;
discipline artistiche per la creazione per esempio di una scenografia o di veri e propri “costumi di scena”;
discipline musicali per la creazione o la scelta di colonne sonore;
discipline scientifiche e tecnologiche per il calcolo di spostamenti, per la programmazione, per la realizzazione di brevi filmati, ecc.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ffJQSqJ2mZQ
(attività con bambini di classe prima durante meeting Futura Brindisi PNSD)


https://www.youtube.com/watch?v=TpZdvEkOVS4
(attività con ScratchJr)

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